“Buenos Aires Celebra el Día del Inmigrante Calabrés”: Io c’ero!

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Domenica 13 aprile Buenos Aires mi ha accolta con una delle celebrazioni più importanti della collettività italiana: “Buenos Aires celebra el día del inmigrante calabrés”, una festa che si svolge, così come tutte le altre dedicate alle comunità migranti, sull’Avenida de Mayo, nel pieno centro della città.

marina5 La festa è organizzata dalla FACA (Federazione delle Associazioni Calabresi in Argentina) in collaborazione con il “Gobierno de la Ciudad”.
L’avenida de Mayo, colorata di bianco rosso e verde, ha ospitato stand di prodotti gastronomici italiani e in particolare calabresi, di associazioni, agenzie di viaggio e di comunicazione, mentre sul palco vari gruppi si sono alternati con esibizioni di musica e danza popolare,

con un entusiasmo contagioso che ha emozionato sia gli italiani d’Argentina ma anche e forse soprattutto noi italiani d’Italia, pochi privilegiati che abbiamo avuto la possibilità di parteciparvi e condividere questo momento con i nostri connazionali oltreoceano.

Per chi non ha mai vissuto uno di questi eventi, infatti, risulta pressoché difficile comprenderne l’entità e l’importanza che ricoprono all’interno di una comunità migrante. Così come il trasporto e l’entusiasmo da cui sono caratterizzati, per non parlare della nostalgia che si respira tra i migranti di prima generazione o tra quelli di seconda e terza che hanno perso i propri genitori o nonni, punto di riferimento nell’espressione della loro italianità. marina4
La frase più frequente che ho ascoltato vicino agli stand gastronomici era: “Esto lo hacía mi abuela” (questo lo preparava mia nonna), così che il cibo rappresenta uno degli elementi con cui si esprime il ricordo, la nostalgia e che più avvicina gli italiani all’estero al Paese d’origine, nonostante la trasformazione subita nella preparazione degli stessi, dovuta alle influenze del paese ospitante ma anche alla mancanza di alcuni prodotti italiani. marina1

I gruppi musicali si sono alternati tra stornelli, canzonette e brani classici del repertorio italiano ma a farla da padrona era sicuramente la musica popolare, con diversi gruppi tra cui “Gioia di Italia”, composto da ballerini di danze tradizionali del Sud Italia e “Madonna Nera”, gruppo pioniere del movimento di riproposta della musica popolare italiana a Buenos Aires.
La festa è andata avanti per tutto il pomeriggio tra incontri, rincontri, abbracci, sorrisi, allegria. Insieme a loro risulta davvero facile sentirsi orgogliosi delle proprie origini italiane, non ci si può sottrarre all’entusiasmo contagioso che manifestano, bisogna solo viverlo intensamente, lasciarsi trasportare dal momento patriottico e cantare a squarciagola “nel blu dipinto di blu”.

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