La Storia d’Amore di Due Salentini a Buenos Aires

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ItalianWays di Marina Gabrieli


Michelino e Graziella sono una coppia felice. Hanno rispettivamente 81 e 77 anni, sono originari di Sannicola (in provincia di Lecce) e vivono in Argentina da quasi 60 anni.

Nella loro casa di Olivos, una località situata nella Provincia di Buenos Aires tutto ricorda l’Italia, specialmente la domenica a pranzo dove non mancano mai gli spaghetti, la carne al sugo e le polpette.
A loro piace parlare dialetto con i conterranei, così le nostre conversazioni sono sempre un mix divertente tra dialetto, italiano e castellano. Un modo per sentirsi più vicini alla terra in cui sono nati e che nonostante il passare degli anni portano sempre nel cuore.
michelino

Michelino è arrivato a Buenos Aires a 19 anni in cerca di fortuna, mentre Graziella a 17 anni insieme a tutta la sua famiglia.
Pur provenendo dallo stesso paese i due non si conoscevano, o meglio, Graziella aveva notato Michelino ma in realtà non aveva mai avuto la possibilità di rivolgergli la parola perché lui essendo qualche anno più grande non si era mai accordo di lei. Michelino dice:

In Italia conoscevo la famiglia di Graziella ma lei no, lei era tre anni più piccola e io ero amico di suo fratello. Qui c’era una paesana che mi disse: “Sai chi viene qui? La figlia de lu Pippi de lu Moscu” e io le risposi: “Ci sono tante altre ragazze a Buenos Aires”. Invece quando ho conosciuto Graziella ho trovato una ragione per non tornare in Italia.

Loro infatti vivevano insieme ad un’intera comunità di salentini che avevano formato una piccola colonia non lontana dalla zona di Olivos e lì parlavano il loro dialetto, celebravano feste e ricorrenze come in Italia, cantavano tutte le canzoni italiane e preparavano i piatti tipici della tradizione salentina.

7b Michelino, che in Argentina era emigrato da solo, insieme a Graziella e alla sua famiglia si sentiva a casa:

Se non fosse venuta Graziella, io sarei tornato in Italia, lei era del mio paese, aveva le mie stesse abitudini, poteva capirmi e almeno in casa riuscivo a non sentirmi straniero.
Così nel ’70 decidemmo di sposarci.

Solo dopo dieci anni dal loro matrimonio tornarono per la prima volta in Italia. All’aeroporto furono accompagnati con un camion da un gruppo di compaesani che organizzò una festa per loro, perché furono i primi a viaggiare in aereo. L’emozione per quel viaggio fu indescrivibile ma il ritorno al paese, al contrario, un pò deludente. Constatarono infatti con tristezza che molte cose erano cambiate e loro stessi si sentivano diversi rispetto a quando erano partiti perché l’Argentina aveva cambiato il loro modo di vedere il mondo.
Tornati a Buenos Aires, misero al mondo due figli, che crebbero nella comunità salentina. Il figlio primogenito, Mario, non parla italiano ma parla perfettamente il dialetto, insegnatogli dalla sua nonna materna. Conosce molte tradizioni della sua terra d’origine, descrive dettagliatamente i posti in cui i suoi genitori sono cresciuti e spera un giorno di poterli conoscere personalmente.
Michelino è tornato diverse volte in Italia, nel suo paese e come lui stesso sostiene, i luoghi della sua infanzia, i posti in cui è nato e cresciuto, rimangono indelebili nella sua mente e quando ha avuto la possibilità di ritornarci sembrava come se non fosse mai andato via.



Michelino si sveglia ogni giorno pensando all’Italia lontana, l’unico sollievo alla nostalgia è internet con cui riesce ad avere un contatto quotidiano con la terra d’origine. Attraverso Google Earth esplora il suo paese e i posti in cui sfrecciava in sella alla sua bici. Ancora oggi come 55 anni fa insieme a Graziella l’Italia non sembra poi così lontana e chissà, magari un giorno riusciranno a tornarci, insieme ai loro figli e ai loro nipotini.
Marina

Marina

3 Comments

  1. silvana says:

    questo é per te, Carmen Romano, guarda come lavora questa sigñorina !!! Lei sono i mie… padrini ? ( nunna e nunnu ). Bellisimo !!!

  2. MICHELINO- LIGUORI says:

    VORREI CORREGGERE UNA SOLA COSA NON MI SPOSAI NEL 1970 BENSI DIECI ANNI PRIMA CIOE’ 1960 — NEL 1970 RITORNAI PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA DOPO 18 ANNI PARTII DI LA UN RAGAZZO RITORNAI GIA 38 ANNI QUASI UN UOMO UN SALUTO CARO A TUTTI I MIEI RICORDI DELL’ITALIA SONO RIMASTI INTATTI FORZA ITALIA

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