La noche de Santu Paulo a Buenos Aires

Il viaggio di ritorno di Lucia: una “gioia inolvidable”
June 5, 2014
La Storia d’Amore di Due Salentini a Buenos Aires
July 21, 2014

E’ la notte tra il 28 e il 29 di giugno, c’è un cerchio di musicisti, ci sono i tamburelli e il ritmo mi è familiare, ma c’è un fuoco e fa freddo e dov’è la chiesetta di San Paolo?
Mi trovo nella parte opposta dell’emisfero, non sono in Italia né tantomeno a Galatina, ma allora perché i tamburelli, la musica della mia terra, il mio dialetto, e questa energia vibrante, forte, magica quasi quanto quella che si respira nelle ronde galatinesi durante la festa di San Pietro e Paolo? Cosa succede?

Queste sono le domande che lo scorso sabato, ponevo a me stessa, mentre i tamburelli dei miei amici argentini scandivano il ritmo incalzante della pizzica.
Non è la prima volta che questo succede: ogni riunione, ogni incontro, anche quello più intimo e familiare è accompagnato dalla musica popolare del Sud Italia e ogni volta è una straordinaria sorpresa per me e per chi viene dall’Italia e scopre questo mondo incredibile dei “Pizzicati d’oltreoceano”.
10488195_898855513464582_5403376433587377315_n (1)

Mi piace definirli così i miei amici argentini di origine italiana (e non solo) che da alcuni anni nutrono una forte passione per la musica popolare del Sud Italia, la quale è divenuta uno strumento che permette loro di affermare la propria identità italiana all’interno del mosaico di culture che caratterizzano la città di Buenos Aires.
Era il compleanno della mia amica Veronica, un’argentina, di origine campana e calabrese, salentina di adozione. Veronica è un po’ la pioniera di questo movimento di riproposta della musica popolare del sud Italia in Argentina con il suo gruppo Musicale Madonna Nera, e forse non a caso è nata nella Notte tra il 28 e 29 giugno, notte in cui secondo la tradizione, le donne affette dal morso del ragno, si recavano a Galatina a chiedere la grazia a San Paolo.
Quella della “fogata” nella stessa notte, sembra essere una tradizione tutta argentina, dovuta all’inizio della stagione invernale, ma il calore oltre che nel fuoco era negli animi delle persone che hanno partecipato a questo incontro, persone che non avevano mai ascoltato questa musica, e che si sono lasciate contagiare dal ritmo, vivendo con gioia questo il momento di festa.

marinanoche Avrei voluto per un attimo trasportare quelle persone nella mia città, per far vivere loro la vera festa, ma forse più di tutto, avrei voluto far vedere ai miei conterranei quello che succede qui: come viene rappresentata e vissuta la nostra cultura e la nostra tradizione in una terra apparentemente così lontana ma in realtà così vicina grazie tutti coloro che vivono e rappresentano l’Italia quotidianamente. Perché vi sembrerà strano, ma io qui la pizzica la ascolto e la ballo quasi tutti i giorni!!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *